Riciclo: i sedili degli aerei Southwest diventano borse e palloni da calcio

ricicloblogLa Southwest Airlines, compagnia area americana, in seguito ad un restlyling dei propri velivoli, sceglie di riciclare i rivestimenti in pelle delle vecchie sedute, trasformandoli in nuovi prodotti di uso comune, insegnandoci come ri-creare valore dai rifiuti.

Tutta la storia che stiamo per raccontarvi inizia dalla volontà della compagnia aerea di sostituire i vecchi sedili in pelle degli aeromobili della sua flotta con nuovi rivestimenti ecocompatibili e più leggeri. L’obiettivo del progetto è quello di ridurre il peso di ogni aereo e con esso anche i costi necessari per farlo volare. In seguito a questo restyling delle sedute, la Southwest Airlines riesce effettivamente a ridurre il peso di ciascun aereo di circa 600 libbre.

Un grande successo che però non sarebbe stato veramente tale se avesse comportato come effetto collaterale il conferimento in discarica di tonnellate e tonnellate di pelle usata. Per questo motivo la linea aerea decide di riutilizzare il materiale di rivestimento dei vecchi sedili per due principali finalità: realizzare nuovi prodotti da impiegare come proprio merchandising e portare avanti iniziative benefiche a favore di comunità disagiate.

Per la prima iniziativa Southwest Airlines si rivolge a Looptworks, società specializzata in upcycling, ovvero una forma di riciclo che non modifica o distruggere i materiali di scarto, ma li converte in oggetti nuovi e di migliore qualità. Grazie a Looptworks, Southwest realizza con parte della pelle dei sedili, borse, borsoni e zaini in edizione limitata da utilizzare come merchandising per eventi e celebrazioni speciali.

Oltre a ciò la linea aerea lancia l’iniziativa LUV Seat, un progetto di responsabilità sociale e ambientale, a fini benefici. Una parte della pelle dei vecchi sedili viene quindi inviata ad alcune associazioni no profit che operano in Kenya e Malawi. La vecchia pelle verrà utilizzata sia per l’avvio di scuole e laboratori dove insegnare ai giovani, grazie a tirocini retribuiti, a lavorare il cuoio, sia per produrre palloni e scarpe da  vendere o distribuire alle comunità locali.

Quanto valore, economico e non solo, può derivare da materiali che qualche tempo fa sarebbero stati considerati solo dei rifiuti. Su questa storia c’è molto da riflettere!

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