Sostenibilità e divergenze

Scorrendo le ultime notizie raccolte per preparare questa newsletter si ha l’impressione che l’impegno per garantire la Sostenibilità ambientale del nostro modello di vita abbia a che fare principalmente con andamenti divergenti. Cosi accade per le scelte dei consumatori o per l’andamento della temperatura globale. Mentre la Business Community nel breve periodo  privilegia le considerazioni sulla competitività e nel lungo cerca la tutela contro i danni che saranno provocati dai cambiamenti climaticiUsciamo con questa newsletter proprio nei giorni in cui i governanti della terra si ritrovano alle Nazioni Unite per l’ennesimo vertice sui cambiamenti climatici. Lo scetticismo è d’obbligo. E non a caso l’informazione su cosa sta realmente accadendo al nostro ambiente viene sommersa anche in questa occasione da altri eventi di maggiore impatto mediatico. La guerra allo Stato Islamico o la crisi economica che non smette di far sentire i suoi effetti. Tutti eventi molto importanti certamente, che hanno un forte effetto immediato sulla nostra vita attuale, eppure di  secondaria importanza rispetto ai problemi e alle sfide che ci arriveranno dai cambiamenti climatici e dalla Sostenibilità di questo modello di sviluppo.

Problemi e sfide certe se registriamo alcuni dati raccolti in questi giorni. Innanzitutto l’andamento del riscaldamento globale. Gli Organi internazionali hanno fissato in un aumento di due gradi entro il secolo la variazione accettabile per i nostri standard di vita. Ebbene stiamo correndo senza sosta per raggiungere una crescita di 4 gradi !! Entro il 2034, fra 20 anni, avremo  consumato tutto il budget di emissioni di gas serra che dovremmo emettere da qui al 2100 per rispettare l’obiettivo dei due gradi. Poi cosa facciamo spegniamo la luce ?

D’altronde come stupirci di questi risultati cosi scadenti se si continua a registrare, specie nei paesi più sviluppati, un divario crescente fra la consapevolezza che i cittadini hanno problemi generati dai cambiamenti climatici e le scelte dei consumatori (gli stessi) che troppo lentamente modificano a favore dell’ambiente i loro acquisti ed i loro comportamenti. E senza questa “concretezza” ben difficilmente aumenterà la pressione nei confronti di governi ed imprese.

Queste ultime d’altronde provano a fare debolmente la loro parte. Ma ancora una volta fenomeni  divergenti rallentano i risultati. Nel breve periodo i costi generati dagli investimenti necessari per ridurre l’impronta ambientale di processi e prodotti sembrano porre serie minacce alle esigenze di competitività. Nel lungo periodo i report aziendali cominciano a misurare i rischi e le perdite provocati dai minacciosi cambiamenti climatici.

Danni attuali e potenziali che stanno spingendo anche le città più o meno grandi ad investire collaborando con le stesse imprese per aumentare la capacità del proprio territorio di contenere i danni dei fenomeni ambientali più estremi ma sempre più frequenti. E quanto si parla di danni e rischi il sistema finanziario diventa un alleato apparentemente inaspettato.

Riusciremo a ricomporre in fretta questi divari ?

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it ed iscriviti alla newsletter gratuita

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Editoriali. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...