UK terreno di coltura per l’innovazione sostenibile

bioplablogCosa ci vuole per generare soluzioni innovative in grado di ottenere vantaggi economici ed ambientali per un sistema di imprese e per il territorio? Un esempio ci arriva dall’ Inghilterra ed in particolare da Norfolk dove imprese ed università stanno collaborando per trasformare gli scarti delle cartiere in bioclastiche per il settore chimico. Saperne qualcosa in più potrebbe essere fonte di ispirazioneLa notizia ci arriva come abbiamo detto dall’Inghilterra . La Norfolk Waste è una società di gestione dei rifiuti che ha comunicato di aver avviato una partnership con Adapt Low Carbon Group , emanazione della Università di East Anglia, che si occupa di individuare e sostenere, anche finanziariamente, idee innovative per ridurre il ricorso ai prodotti fossili e migliorare la sostenibilità dei processi produttivi.

L’obiettivo della collaborazione è quello di selezionare ed implementare gli impieghi più sostenibili ed economici per gli scarti del processo di produzione della carta. La Norwich Waste ha alcuni clienti nel settore delle cartiere e una di queste, che produce annualmente 7.000 tonnellate di acque di risulta del processo di produzione, ha aderito al progetto.

Questa “risorsa” oggi viene normalmente dispersa sul terreno dopo aver impegnato una significativa quantità di energia termica per separare l’acqua dei componenti più solidi. Un risultato costoso per l’ambiente e per le tasche delle imprese. Norfolk Waste quindi si è domandato se fossero possibili destinazioni più sostenibili di questo materiale e si è rivolta ad Adapt  per cercare di trovare una risposta.

A quanto sembra il lavoro di ricerca compiuto ha portato già dei risultati promettenti . In particolare l’impiego innovativo che sembra destinato a trovare concreta applicazione è quello dell’estrazione degli zuccheri complessi che sono presenti nell’acqua di risulta , che poi saranno trasformati in materia prima per la produzione di bioplastiche impiegate dall’industria chimica.

Secondo gli esperti di Adapt questa filiera potrebbe essere in grado di sostituirsi efficacemente a quella tradizionale che impiega i prodotti di origine fossile. Altre materie prime biologiche come la lignina , le biomasse o gli scarti del cibo sono già in corso di utilizzo per la realizzazione di bioplastiche. Gli scarti del processo di produzione della carta si aggiungerebbero a questi incrementando la competitività di soluzioni sostenibili a disposizione della chimica .

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