La promessa delle Città Intelligenti. Innovazione e Valori Sociali

Si è appena concluso a Bologna l’evento di Smart City Exibition che, in concomitanza con la fiera del SAIE (riguarda l’edilizia per chi non lo sapesse) ha aggiornato il panorama delle iniziative in corso, in particolare nel nostro paese, per rendere concrete le aspettative racchiuse nella definizione di Smart City. L’abbinamento con la fiera dei prodotti per l’edilizia, che per altro sta mutando realmente anche le sue attitudini rispetto ai temi ambientali, potrebbe indurre a pensare ad un tentativo di rilancio della vocazione edificatoria della nostra economia. Ma in realtà i temi trattati riguardano l’accumulazione di conoscenza piuttosto che di beni immobili.

Smart è quindi soprattutto la città che innova i suoi processi informativi, gestionali e decisionali per rispondere alle mutate e crescenti esigenze dei suoi cittadini e dell’ambiente. E’ davvero interessante notare come nella gestione delle città troviamo la concretizzazione “plastica” di tutti quei nodi, per larga parte irrisolti, che riguardano la nostra economia ed il nostro sviluppo sociale. Non potrebbe essere altrimenti forse visto che più della metà della popolazione ed i due terzi dei consumi si concentrano ormai in queste forme di organizzazione sociale.

Ritroviamo infatti l’apparente contraddizione fra lo sviluppo economico che non può terminare di offrire opportunità ma che d’altra parte deve necessariamente fare i conti con i limiti, ormai chiaramente presenti, che ci vengono posti dalla limitatezza delle risorse naturali. Come pure osserviamo l’esigenza del governo di situazioni complesse che sembrerebbe trovare risposta nella disponibilità di enormi banche dati e sofisticate applicazioni tecnologiche che però deve fare i conti con la richiesta inderogabile di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Troviamo la contraddizione insanabile fra domande di servizi collettivi crescenti e di risorse pubbliche fortemente calanti che può trovare però una via di uscita grazie alla crescita e alla moltiplicazioni di quelle forme di organizzazione di impresa che sono un po’ private ed un po’ sociali che perseguono l’efficienza ma anche il bene comune.

Una realtà in continua evoluzione che bisogna seguire da vicino abbandonando le rassicurazioni di modelli ormai inapplicabili e desueti. Anche gli articoli contenuti nella newsletter di questa settimana ci mostrano alcuni esempi di modelli di riferimento in continua evoluzione.  A cominciare dal report segnalato negli approfondimenti che ci aggiorna su come stanno cambiando i consumatori che imparano a condividere bene e servizi. Un modello di business che trova applicazioni in continua evoluzione come nel caso di Airbnb che sullo scambio di abitazioni per turismo e per lavoro, alternativa ormai concreta agli hotel, crea ulteriore valore puntando sull’efficienza energetica e la sostenibilità. Valori condivi dal suo target di riferimento. Per non parlare di un sistema territoriale fatto di imprese, università e filiere del riciclo che in Inghilterra si organizzano per mettere a valore, per l’economia e per l’ambiente, quello che fino a poco tempo fa veniva visto come unicamente scarto dei processi produttivi.

Dalle città intelligenti alla economia sostenibile. Innovazione e attenzione ai valori sociali

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