Facebook chiamato alla coerenza da Carbon Disclosure Project

co2blogL’opinione pubblica internazionale più interessata ai temi della sostenibilità sta guardando con aria critica alle recenti scelte di Facebook nei confronti delle azioni per il contenimento del cambiamento climatico. Da una parte si impegna in iniziative collaborative dall’altra evita di fornire i propri dati a Carbon Disclosure Project (CDP) . Che non rimane in silenzio.Riepiloghiamo brevemente per chi ancora non lo sapesse cosa è CDP (cosa sia Facebook credo sia chiaro a tutti) . Si tratta di una organizzazione no profit diretta emanazione della comunità finanziaria internazionale (i suoi sostenitori gestiscono 1/3 degli investimenti finanziari globali) che ha da tempo intrapreso una attività di controllo ed informazione sulle emissioni di gas serra e sulle iniziative per limitarle delle grandi corporations. Ogni anno viene prodotto un report  i cui dati sono utilizzati per indirizzare le scelte di investimento finanziario verso le società meno rischiose e più impegnate a contenere i cambiamenti climatici. Questo report si basa su migliaia di questionari inviati alle grandi società quotate in borsa. Molte rispondono in maniera diligente , altre in maniera incompleta , altre non rispondono proprio. Fra queste Facebook.

Il comportamento di Facebook in realtà suona piuttosto controverso proprio quest’anno visto che il gigante di Internet ha nel frattempo deciso di impegnarsi insieme con altre 28 società nella realizzazione e nella gestione di Collectively.org , una piattaforma sociale indirizzata in particolare ai giovani di tutto il mondo per ispirare , avviare e sostenere iniziative di riduzione delle emissioni di Co2. Come convivono le due decisioni ?

Facebook ha fatto sapere di non voler inviare i propri dati a CDP perché già impegnato in proprio nel raccogliere e comunicare i dati che riguardano fonti e consumo di energia. La reale motivazione delle aziende che negano i dati secondo CDP è che vogliono in realtà evitare la verifica di un rigoroso ente terzo e raccontare se necessario una  storia “edulcorata” . A dire il vero i dati comunicati da Facebook nel 2013 dimostrano un forte incremento del consumo di energia , un ruolo importante del carbone nel mix delle fonti (34%) ed un calo del peso delle rinnovabili.

CDP, impietosamente, fa rilevare che anche Apple  si trovava l’anno scorso nella situazione di Facebook, ma nel frattempo con l’arrivo nel top management della ex responsabile della agenzia dell’ambiente americana, ha incominciato a collaborare con CDP e ad avviare massicci investimenti per incrementare l’uso delle energie rinnovabili.

Proprio recentemente CDP ha individuato, sulla base dei questionari raccolti, un gruppo di 187 aziende che si stanno segnalando per i migliori risultati nella lotta contro i cambiamenti climatici. Questo campione che numericamente pesa il 10% del totale in realtà investe quasi il 50% dei 50 miliardi di dollari impiegati per contenere i gas effetto serra. Le stesse aziende , non casualmente per CDP, hanno ottenuto una performance finanziaria (misurata dal Bloomberg World Index) decisamente superiore alla media. E questa relazione diretta fra risultati di Business e performance economico-finanziarie le troviamo anche in altre analisi. Chissà se finiranno per motivare Facebook.

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