La moda cambia volto: tra tecnologia e ritorno al passato

clothesblogIl mondo del fashion si evolve e lo fa in varie direzioni, solo apparentemente divergenti. In realtà c’è un minimo comune denominatore: la ricerca di un rapporto più personale con quello che indossiamo, che può anche chiamarsi sostenibilità.

Come si evolverà nel futuro prossimo la multiforme industria del fashion? Come cambierà il nostro rapporto con gli abiti che indossiamo tutti i giorni ai quali chiediamo non solo di coprirci, ma anche di rappresentare il nostro modo di essere? Le principali tendenze che ci troviamo davanti sono essenzialmente due: il ritorno del “fatto a mano” e la diffusione dell’utilizzo di tessuti “hi-tech” ed intelligenti. Vediamo di cosa si tratta.

Relativamente al primo punto, la tendenza del “fai da te” in fatto di abiti è particolarmente evidente nel Regno Unito dove sono oltre 7 milioni le persone che realizzano creazioni di maglieria fatte a mano e sono nate numerose associazioni che contribuiscono allo sviluppo di queste attività.

Grazie all’utilizzo dei social media e del web, quello dello “sferruzzare”, da semplice hobby, si sta trasformando in un vero e proprio business. Numerose aziende, tra cui la più famosa Wool and The Gang, organizzano corsi, diffondono aggiornamenti su stili e tendenze, creando così delle vere e proprie community on line, ed infine vendono tramite e-commerce le creazioni fatte a mano dalle proprie “makers”.

Tutto rigorosamente all’insegna della sostenibilità: per lavorare a maglia non serve nessun tipo di energia, se non quella umana, i filati sono naturali, riciclabili e biodegradabili come la lana che proviene dal Perù, o riciclati come il Jersey Be Good ed il Mixtape, realizzati con filati derivanti da capi dismessi che altrimenti finirebbero in discarica.

Solo apparentemente in contraddizione vi è la seconda tendenza dell’industria del fashion, quella che vede lo sviluppo sempre più grande dell’utilizzo di filati hi-tech dalle incredibili prestazioni: tessuti che assorbono le emissioni di CO2 o cambiano colore a seconda del livello di calore, raggi UV, inquinamento, o presenza di agenti chimici nell’aria, o ancora tessuti che regolano la temperatura del nostro corpo.

Si sta sviluppando una nuova generazione di “wearable technologies” che crea tessuti  all’interno delle quali vengono inseriti nanosensori, polimeri conduttori e semiconduttori, intrecciati in maniera tale da formare un tutt’uno con la trama, che monitorano il funzionamento del nostro corpo valutando i suoi principali parametri.

Ma cosa c’è dietro tutta questa tecnologia? Probabilmente il desiderio di un rapporto ancora più intimo e produttivo con il nostro abbigliamento. Non più solo espressione di status symbol o simbolo effimero di tendenza,abbiamo bisogno che i nostri vestiti esprimano più di noi e facciano di più per noi, per la nostra salute e per l’ambiente.

Se l’articolo è stato di tuo interesse, visita il nostro sito: www.greenactions.it e iscriviti alla newsletter gratutita

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ecodesign e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...